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8 marzo, tre storie di donne di Huaycan

S.,  24 anni,  è una giovane donna rimasta orfana di madre da piccola, che con molta responsabilità ha subito assunto il ruolo di sorella maggiore.
S. e la sua sorellina R. sono state accolte nel progetto in tenera età, hanno vissuto nella casa della responsabile del progetto per tanti anni, e  il progetto ha rappresentato una valida alternativa a un orfanotrofio.
Ora vivono in una casetta in affitto insieme al fratello maggiore.
S. studia per diventare infermiera in un corso universitario: frequenta il settimo ciclo della scuola di Infermiera e ha buoni voti.
E’ una giovane attiva che si rende disponibile in tutte le attività del progetto: è il suo modo di contraccambiare, lei ce l’ha fatta e vuole che sia possibile anche per gli altri bambini.
 
Il progetto la sostiene nella sua vita quotidiana, per aiutarla a portare a termine gli studi universitari, e con un servizio di orientamento psicologico di cui beneficia S. insieme ai fratelli e anche il padre, che ha problemi di alcolismo e li ha sempre lasciati a loro stessi.
 
I problemi si stanno risolvendo poco a poco, e S. ci sta riuscendo con il sorriso e la forza che la contraddistinguono. E’ una persona contenta di sé, di studiare, di vivere la vita, di lottare anche perché sia migliore per le  persone che ama e per i bambini che incontra.

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M., 20 anni,  è una giovane piena di entusiasmo, è molto allegra e collabora dove e quando c’è bisogno nel progetto.
 
La situazione familiare richiede il suo aiuto economico: un fratello si è ammalato e i genitori devono fare fronte a molte spese,  pertanto M. studia e lavora nelle ore libere.
E’ una giovane donna che ha voluto con forza ed entusiasmo studiare Gastronomia in una scuola qualificata, e per farlo è andata di persona a cercare aiuto ottenendo una borsa di studio che copre parte delle spese, e per quanto le manca la sostiene il progetto.. Ha dimostrato a se stessa e anche al progetto che valeva la pena darle un aiuto: ora sta terminando gli studi
 
M. ha voluto continuare a studiare nonostante i problemi familiari e ha potuto farlo grazie al progetto e alla sua tenacia: diversamente, una ragazza cresciuta in una famiglia disagiata non avrebbe avuto questa opportunità, meno che meno poter realizzare un sogno.

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L., 41 anni, era una donna disperata, quattro figli e niente altro, neanche la forza di volerli vedere vivere.
Dopo alcuni anni dall’inserimento nel progetto, ora è una donna diversa: collabora in una delle strutture, preparando per i bambini del ”Saloncito Luz del Saber” una merenda-cena dal lunedì al venerdì; i suoi figli partecipano alle attività del progetto.
L. ha recuperato le forze e il sorriso, e suoi figli hanno stima di lei, perché vedono che è una mujer valiente : una donna che vale, che cucina per tutti i bambini…mica per uno solo!
 
Il sostegno psicologico che riceve e il sostegno materiale per lei e i quattro figli le hanno permesso di recuperare fiducia in se stessa e nella vita. E’ molto partecipe della vita dei suoi figli, di cui si occupa bene e con affetto, e segue un programma con la psicologa in particolare per occuparsi del figlio maggiore, considerato a rischio.
L. sarà il tutor di suo figlio, questa responsabilità non è stata delegata ad altri.
 
L. poteva perdersi e perdere i suoi figli, ma grazie al progetto e alle sue risorse interiori riscoperte sta invece costruendo una vera famiglia. Inoltre, organizzandosi con la figlie maggiori sta pensando seriamente di iniziare lavorare e di mantenere in parte la famiglia. E’ questo il prossimo obiettivo.
 
Sono tre storie a lieto fine, scelte tra le tante che abbiamo; sono tre donne che incontrando il progetto hanno trovato la possibilità di vivere seguendo il loro cuore e riscoprendo i propri talenti.